Lo studio è stato pubblicato oggi su "Nature".
Rispetto ad altre tecniche che vanno semplicemente ad "aggiungere" all'interno della cellula una porzione di materiale genetico che attiva o inibisce determinati comportamenti, in questo caso è avvenuta in modo preciso una vera a propria sostituzione.
Il test effettuato ha dimostrato la possibilità di curare un difetto genetico come l'emofilia nei topi di laboratorio: a somministrazione avvenuta sono state ripristinate le funzionalità normali e non sono stati registrati effetti collaterali.
Precedentemente a questo straordinario risultato non sembrava possibile effettuare una sostituzione genetica in cellule diverse da quelle staminali, si apre pertanto una nuova possibilità nel campo della cura delle malattie genetiche.
0 commenti:
Posta un commento